Recensione “Il lupo”

INFORMAZIONI GENERALI
Genere: Saggio
Titolo originale: Wolf
Anno di Copyright: 2011

INFORMAZIONI SULL’EDIZIONE DI RIFERIMENTO
ISBN: 9788874529049
Editore: Nottetempo srl
Data di pubblicazione: agosto 2021
Pagine: 250

GUIDA PER L’ACQUISTO E LA LETTURA
Anno di scrittura del libro: 2011
Periodo di osservazione dei lupi: è un saggio che racconta del lupo dal punto di vista culturale, non si tratta pertanto di un resoconto di osservazioni dirette sul lupo
Lupo trattato: vengono toccate diverse sottospecie
Luogo in cui si trovano i lupi trattati: America, Europa, Russia e Giappone
Stato dei lupi: in libertà

TRAMA
Il lupo è una delle creature animali più potenti e carismatiche nell’immaginario umano. È l’icona della wilderness, la natura “selvaggia” percorsa nelle sue cacce di branco. I popoli cacciatori ne hanno ammirato l’abilità e la resistenza, rispettandolo ed evocandolo nei loro cerimoniali. Eppure, la sua sorte sul pianeta è stata segnata dalla violenza dell’uomo, il superpredatore che non ama la competizione sul “suo” territorio.
Con la nascita della domesticazione degli animali sono iniziate infatti la persecuzione del lupo e la sua demonizzazione, lasciando tracce evidenti nell’immaginario culturale: dal lupo rapace del simbolismo cristiano al lupo cattivo delle favole, fino alle leggende popolari sui licantropi. Ed è iniziata una storia di ostilità e sterminio della specie attraverso i secoli, culminata nell’eradicazione quasi totale dell’animale da Europa, America, Russia, Giappone.
Solo negli ultimi decenni, grazie a studi scientifici sistematici e a una nuova sensibilità ecologica, questo animale ha cominciato a riguadagnare parte dei suoi spazi vitali, con campagne di ripopolamento e una graduale ricolonizzazione. E a essere conosciuto e riconosciuto per quel che è – non solo come fantasma delle nostre proiezioni.

STORIA EDITORIALE ITALIANA
Questo libro fa parte di una collana, Animalía, nella quale ogni volume è una monografia su una specie animale differente.
Ne sono già stati pubblicati diversi, ma a me interessava solo quello dedicato al lupo.

Ci tengo comunque a precisare che queste pubblicazioni non sono un’idea editoriale della casa editrice Nottetempo, ma si tratta invece della trasposizione in italiano di una collana inglese, la Animal Series, curata dalla casa editrice Reaktion Books, collana nata nel 2003 e attualmente ancora in corso, per la quale uscirà la centoduesima monografia il prossimo settembre.

Copertina dell’edizione inglese

Non credo che in Italia verranno pubblicati tutti i volumi della collana, anzi, non so neanche se siano previste altre pubblicazioni dopo l’ultima che è stata proprio quella dedicata al lupo. Attualmente, infatti, in Italia, a partire dal 2017, sono stati pubblicati solo 7 volumi e comunque senza seguire l’ordine di pubblicazione della collana inglese.

Inoltre, riguardo alla monografia sul lupo, vorrei far notare che, sebbene in Italia sia uscita nell’agosto 2021, non è invece stato così in UK dove è arrivata sugli scaffali nell’ottobre del 2011. Non stiamo quindi parlando di una pubblicazione recente, ma di una pubblicazione che ha già una decina d’anni sulle spalle.

ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO
Il libro è frutto di un’insieme di conoscenze puramente accademiche dell’autore e non di una sua personale esperienza di lavoro su campo. Garry Marvin è infatti docente di Human-Animal Studies presso l’Università di Roehampton, a Londra.
Questo non va certamente ad influire negativamente sulla qualità dell’opera che, anzi, non trattandosi di un testo dedicato all’ecologia e alla biologia della specie, ma della sua visione all’interno della nostra cultura, ne trae decisamente beneficio.

Ricordo nuovamente che, trattandosi di un libro non recente, si potrebbe rimanere perplessi quando l’autore scrive, nel corso del primo capitolo: “secondo ricerche recenti, inoltre, anche un piccolo lupo italiano, detto appunto italicus, potrebbe costituire una vera e propria sottospecie”.
Quel “potrebbe” è motivato dal fatto che al momento della stesura del libro le indagini genetiche sul Canis lupus italicus erano appena agli inizi; risalgono infatti al 2010 i primi test che lo delineavano come possibile sottospecie e la conferma arrivò solo nel 2017, quando venne fatta un’ulteriore scoperta che portò definitivamente a definirlo come tale.

LA MIA RECENSIONE
Come è lo stesso autore a scrivere: “l’opera tratta di un excursus sulla storia culturale della specie e di un’esplorazione dei punti di contatto tra le vite dei lupi e le vite degli uomini”.

Dopo un primo capitolo introduttivo, in cui vengono spiegati brevemente tassonomia, morfologia e biologia del Canis lupus, si entra subito nel vivo dell’opera, che viene suddivisa in tre macrocategorie:
1. Lupofobia
2. Lupicidio
3. Lupofilia

In Lupofobia viene trattata la paura atavica verso il lupo, passando per più argomenti: il lupo predatore di agnelli, il lupo nel Cristianesimo, la licantropia, il lupo nelle fiabe e nei racconti popolari, la rappresentazione a livello letterario della fobia dello sconfinamento dell’uomo all’interno del bosco e del lupo al di fuori di esso, i guerrieri-lupo della mitologia e della storia.

Dal momento che però, purtroppo, la paura del lupo non si è fermata a qualcosa di astratto, ma si è tradotta anche nell’atto pratico, in Lupicidio vengono raccontate le storiche carneficine che si sono attuate verso questa specie e che l’hanno portata sull’orlo dell’estinzione.

Infine, in Lupofilia, viene presa in esame quella fetta di persone che il lupo non l’hanno mai combattuto ma rispettato, come gli antichi popoli cacciatori, e chi ha deciso di guardare oltre, iniziando a studiarlo per conoscerlo davvero, mettendo da parte credenze e luoghi comuni e arrivando a cambiarne l’immagine comune.

Garry Marvin

Il capitolo conclusivo è dedicato alla visione odierna del lupo, che sebbene sia nettamente migliorata rispetto al passato, vede comunque ancora presenti due solide fazioni, i pro e i contro lupo, lasciando intendere che questa è una diatriba che non avrà mai fine.

Sebbene abbia già letto tanti saggi che trattano questi stessi temi, in modo più o meno approfondito, mi è piaciuto molto, perché qualcosa di nuovo che non conoscevo l’ho trovato.
Dal momento che ogni autore scrive la propria opera dal suo punto di vista, è facile che ognuno tenda ad inserire argomenti che magari altri non hanno mai neanche accennato. Per fare un esempio, qui si parla della storia degli scout, che io ignoravo e che ho trovato molto interessante.
Sono anche riuscita a trovare qualche nuovo spunto di lettura e dirò che mi è venuta voglia anche di andare a riesumare qualche vecchia pellicola cinematografica.

Inoltre la lettura è molto scorrevole ed è resa ancora più piacevole dalla presenza di molte immagini, quasi tutte a colori, di manifesti d’epoca, illustrazioni, ecc, che non sono casuali, ma fungono proprio da materiale integrativo a quanto l’autore scrive.

IL MIO CONSIGLIO
Anche quando vedete che un libro tratta argomenti di cui avete già letto tanto, leggetelo lo stesso, perché qualcosa di nuovo per ampliare quanto già sapevate lo trovate sempre.
Se invece non avete mai letto nulla sugli argomenti che qui vengono trattati, allora è un’ottima opera con cui iniziare.
Molto bella, di un formato comodo da tenere in mano, con una grafica ben curata e, ormai una rarità, senza refusi di stampa.
Assolutamente consigliato.