Recensione “Duemila giorni con i lupi”

DUEMILA GIORNI CON I LUPI
di Jim e Jamie Dutcher

INFORMAZIONI GENERALI
Genere: Saggio
Titolo originale: Wolves at our door
Anno di Copyright: 2002

INFORMAZIONI SULL’EDIZIONE DI RIFERIMENTO
ISBN: 978-88-566-6260-3
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: ottobre 2017
Pagine: 306 + 16 pagine fotografiche a colori

GUIDA PER L’ACQUISTO E LA LETTURA
Anno di scrittura del libro: 2001
Periodo di osservazione dei lupi: dal 1991 al 1996
Lupo osservato: non viene specificato, essendo i lupi di varia provenienza, ma probabilmente sono lupi artici
Luogo di osservazione: zona recintata di 10 ettari, situata ai margini della riserva naturale delle Sawtooth, nell’Idaho
Stato dei lupi: in cattività

TRAMA
In un’area incontaminata delle Sawtooth Mountains, nell’Idaho, Jim e Jamie Dutcher hanno trascorso sei anni in compagnia di un giovane branco di lupi, per spazzare via i più radicati luoghi comuni e osservare le misteriose regole della loro complessa società. Li hanno visti giocare. Li hanno ammirati rapiti mentre danzavano sulla neve. Li hanno visti lottare per il cibo e per il loro status, esprimere le loro differenti personalità, affrontare le difficoltà e i pericoli della vita selvaggia. Lo straordinario racconto di duemila giorni vissuti con i lupi spalanca una finestra sulla vita di queste meravigliose creature. E sulle sorprendenti affinità con quella di noi umani.

Copertina I^ edizione italiana, 2003

BREVE STORIA EDITORIALE ITALIANA
Wolves at our door”, è stato pubblicato in Italia con due titoli diversi.
Nel 2003, venne pubblicato per la prima volta intitolato “Con i lupi”. Uscì sia in edizione rigida, che flessibile e, nonostante avesse venduto bene e il titolo continuasse ad essere molto ricercato, fino a risultare introvabile anche nell’usato, non venne più ripubblicato.
Questo fino al 2017, quando finalmente venne rimesso in stampa in una nuova edizione, ma intitolato “Duemila giorni con i lupi”.

ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO

Come nasce il progetto del branco Sawtooth
Siamo nel 1990. Jim Dutcher, naturalista, produttore e regista cinematografico, è appena reduce dal grande successo ottenuto col suo ultimo documentario: Puma: lo spettro delle montagne rocciose.
Decide quindi di prendersi una vacanza per rilassarsi e per cominciare a pensare a quale sarà il protagonista del suo prossimo lavoro.
È durante questa vacanza che fa la sua scelta: il suo prossimo soggetto sarà il lupo e il suo obiettivo sarà quello di riuscire a catturarne i momenti più intimi della vita di branco, mostrandone gli aspetti sconosciuti, per sfatare miti e leggende legati a questo animale.

Ma come fare per seguire così da vicino un animale tanto elusivo?
Jim, pensa di applicare lo stesso metodo utilizzato in precedenza per la realizzazione del documentario sul puma, apportandovi però qualche modifica per adattare il progetto ad una specie diversa.
L’idea è di costruire un recinto, dell’ampiezza di circa dieci ettari, che includa nel suo perimetro un habitat selvatico e variegato. Al suo interno, avrebbe allevato un branco di lupi, ma cercando di limitarne al massimo i contatti con l’uomo, per non alterarne il comportamento e cercando così di creare un equilibrio tra cattività e vita selvatica. Gli animali non avrebbero potuto cacciare, o muoversi senza limiti, ma sarebbero stati liberi di costituire una società propria, scegliendosi i capi e risolvendo da soli le proprie dispute e, magari, riprodursi.

Il progetto di Jim, nonostante mille difficoltà, avrà successo e darà il via a una serie di produzioni cinematografiche.
Nel 1993 uscirà il tanto agognato documentario: Wolf: return of a legend.
Verrà seguito poi, nel 1997, da un secondo documentario “Wolf at our door” e da un terzo, nel 2005, “Living with wolves”.
Verranno pubblicati anche diversi libri, dei quali però solamente 3, ad oggi, si trovano tradotti in italiano:

  • Wolves at Our Door (il libro di questa recensione)
  • Living with Wolves (Vivere con i lupi)
  • The Hidden Life of Wolves (La vita segreta dei lupi)

LA MIA RECENSIONE
Il libro racconta tutte le varie vicende vissute da Jim e Jamie Dutcher dall’inizio del progetto, fino alla realizzazione del secondo documentario, momento in cui il “campo lupi” venne smantellato.
Non si parla solo dei lupi del branco Sawtooth, quindi, ma anche dei momenti di vita della troupe e del loro lavoro, con  tutti i piaceri e le difficoltà incontrati.
Non per niente, quando il libro venne pubblicato, i Dutcher vennero pesantemente attaccati da altri documentaristi, poiché vi venivano rivelati molti dei segreti utilizzati in fase di montaggio e quindi andava a disilludere il grande pubblico sulla realisticità dei documentari.

Nonostante tutto, il successo fu indubbiamente grandissimo!

Jim e Jamie Dutcher

MA!
Per quanto il libro sia bellissimo e scritto ancora meglio (è impossibile non affezionarsi a tutti i membri del branco!), tanto da aver fatto sognare ad uno svariato numero di persone di andare a vivere in mezzo ai lupi, bisogna prendere con le pinze le considerazioni etologiche fatte dai Dutcher.
Tutte le loro considerazioni, infatti, si basavano su quella che all’epoca veniva presa come unica verità assoluta, la gerarchia piramidale, e qualsiasi comportamento mostrato dai lupi, veniva fatto rientrare forzatamente all’interno di questo schema.
Ad oggi, la teoria della gerarchia piramidale è stata ampiamente superata, come spiegato dallo stesso David Mech in primis, che in passato ne era invece stato un forte sostenitore, e quando si fa riferimento ai lupi, se ne parla invece in termini di branco famigliare.

Jim Dutcher

Oltre a questo, bisogna anche sempre ricordare che i comportamenti dei lupi del branco Sawtooth erano alterati dal contesto in cui vivevano.
L’assenza di caccia, faceva sì che venissero a mancare un’importante valvola di sfogo e un momento di collaborazione e affiatamento, indispensabili tra i membri di un branco per la consolidazione dei rapporti.
Lo spazio limitato, obbligava alla convivenza soggetti che in natura avrebbero invece scelto di andare in dispersione, dando così il via a manifestazioni di aggressività estremizzate.
E soprattutto, cosa di certo non meno importante, i vari membri del branco erano stati scelti e messi insieme artificialmente.

Questo mix di elementi, rese impraticabile l’idea iniziale di Jim, che era di limitare al massimo il contatto tra i lupi e l’uomo, anzi, gli interventi da parte della troupe divennero necessari e frequenti, così come divenne fondamentale costruire un rapporto col branco.
Di questo si renderà poi conto in futuro anche il WERC, quando subentrerà a Jim nella gestione del branco … ma non voglio anticipare nulla!

Jamie Dutcher

Ritengo, quindi, che nell’edizione del 2017, sarebbe stato quantomeno corretto inserire una premessa, o anche solo una nota finale, in cui venissero spiegati al lettore gli aspetti sopradescritti, per evitare di continuare a diffondere vecchi concetti desueti.
Con questo, non voglio assolutamente dire che ogni parte in cui si parla di comportamento sia carta straccia, anzi! Trovo che quei 6 anni di lavoro siano stati invece molto utili per evidenziare maggiormente le differenze comportamentali tra cattività e libertà.

IL MIO CONSIGLIO
Tralasciando le considerazioni etologiche, a mio avviso rimane un libro bellissimo e col senno di poi posso dire che se non lo avessi letto mi sarei persa qualcosa.
Forse mi sarei risparmiata un po’ di “mal di fegato”, perché, inevitabilmente, come era scontato che fosse, qualche scena cruenta c’è, ma, pur immaginandolo ci sono rimasta male lo stesso!
Mi sono inevitabilmente affezionata a tutti i membri del branco e ho terminato il libro in lacrime.
Quindi ecco, se pensate di leggerlo, valutate quanta voglia avete di piangere …

Sono convinta che il motivo principale per cui questo libro sia riuscito a riscuotere tanto successo, sia legato proprio al modo coinvolgente in cui è scritto. Ambienti, eventi ed emozioni, sono descritti talmente bene, che quando si termina il libro si ha la sensazione di avere vissuto realmente quei 6 anni insieme alla troupe.

Se volete quindi vivere un’esperienza idilliaca ma realistica, se avete voglia di affezionarvi anche voi al branco Sawtooth, “Duemila giorni con i lupi” è il libro giusto!

LINK UTILI

Documentario “Living with wolves” del 2016, in italiano:

Sito web di Jim e Jamie Dutcher:
https://www.livingwithwolves.org

Sito web del WERC (Wolf Education and Research Center):
https://www.wolfcenter.org/
Qui potete trovare delle schede dedicate ad ogni singolo componente del branco Sawtooth, con la sua relativa storia. Vi anticipo che se non avete letto il libro è meglio non guardarle, perché se no ve lo “spoilerate” da soli 😀