Recensione “Dalla parte del lupo”

DALLA PARTE DEL LUPO
di Luigi Boitani

INFORMAZIONI GENERALI
Genere: Saggio
Anno di Copyright: 1986

INFORMAZIONI SULL’EDIZIONE DI RIFERIMENTO
ISBN: X
Editore: L’Airone di Giorgio Mondadori e Associati Spa
Data di pubblicazione: 1986
Pagine: 270

GUIDA PER L’ACQUISTO E LA LETTURA
Anno di scrittura del libro: 1986
Periodo di osservazione dei lupi: dal 1972 al 1985
Lupo osservato: Canis lupus italicus
Luogo di osservazione: Italia
Stato dei lupi: in libertà, con qualche riferimento a quelli in cattività per la parte comportamentale

TRAMA
Scrive Luigi Boitani: “Esistono due lupi, uno fantastico e uno reale. Il primo nasce da una infinità di storie, tradizioni, leggende accumulatesi nei secoli. Il secondo è invece il Canis lupus linnaeus, un animale in carne e ossa con i suoi caratteri morfologici e comportamentali che ne definiscono la biologia”. In questo libro si parla di entrambi: del predatore e del mito, del lupo italiano delle montagne abruzzesi studiato dall’autore nell’ambito di un Progetto del WWF; e della sua immagine distorta presente nell’immaginario collettivo, costruita nel tempo e nella cultura dell’uomo. L’impegno è per una profonda e concreta conoscenza dell’animale, la sola che possa consentire di salvare gli ultimi esemplari italiani liberandoci contemporaneamente dalla fiaba del “lupo cattivo”.

ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO
Quando si parla di libri sui lupi, “Dalla parte del lupo” è sicuramente quello più ricordato, citato e ricercato; in fin dei conti si tratta del primo libro monografico sul lupo italiano. Ma non è solo per questo che viene ritenuto un testo tanto importante.

Dopo 13 anni passati a studiare il lupo su campo (dal 1972 al 1985), Boitani si dedica alla stesura di “Dalla parte del lupo”, con l’obiettivo di portare un contributo reale alla conservazione del lupo in Italia (come lui stesso scrive).
Per riuscire a raggiungere questo obiettivo, decide di rivolgere il libro al grande pubblico, per far sì che la gente la smetta di credere al lupo famelico delle favole e inizi invece a conoscere quello vero, portando così un po’ di cultura e consapevolezza nelle case della gente. Per questo non viene impostato sullo stile di un trattato scientifico, ma in modo tale da rendere la sua lettura snella, senza l’uso di termini tecnici difficili da comprendere e senza approfondire ogni argomento al punto da risultare noioso, insomma, viene reso una lettura per tutti.

Così Boitani racconta agli italiani la sua esperienza col lupo, iniziata nel 1972, quando il WWF gli propose l’incarico di coordinatore del progetto di conservazione del lupo in Italia, incarico che accettò con entusiasmo. Si trattava del famoso “Progetto Lupo”, a cui presero parte anche Erik Zimen e David Mech.
Nel 1982 i finanziamenti da parte del WWF per il “Progetto Lupo” terminarono, ma vennero portati avanti dall’INBS (Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina).
Nel 1985, al momento della scrittura del libro, il “Progetto Lupo” era ancora esistente ed esteso anche all’osservazione dei cani rinselvatichiti, per studiare le problematiche innescate dalla loro presenza nei confronti del lupo, come l’ibridazione e la contesa del territorio.

Altra edizione del libro

Nel 1986, “Dalla parte del lupo” viene dato alle stampe e non solo fa raggiungere a Boitani il suo obiettivo di far breccia nella mente della gente, ma gli fa anche ottenere il WWF International Conservation Award.

Da questo breve resoconto, si capisce quanto sia stato importante l’apporto dato da questo libro alle sorti del Canis lupus italicus.
Nonostante questo e nonostante l’alta richiesta di vederlo ripubblicato, a quanto pare non verrà ridato alle stampe, probabilmente perché ritenuto ormai superato dallo stesso Boitani. A conferma di questo, qualche tempo fa, mi sono imbattuta in un’intervista fatta a Luigi Boitani, risalente al 2017, nella quale lui stesso dichiara: “No, al momento non ci sono ristampe in programma. C’è però l’idea di scrivere un altro libro. Non so ancora che ci scrivo … ma me lo hanno chiesto in tantissimi. Naturalmente sarà un libro diverso, perché, a distanza di trent’anni dall’uscita di Dalla parte del lupo, quello che era il lupo italiano allora oggi non esiste più, è tutta un’altra vicenda nel nostro territorio.”.
Qui il link all’intervista: https://giuseppebellomo89.wordpress.com/2017/11/03/intervista-a-boitani-quando-lupi-e-libri-sanno-di-magico/ .

LA MIA RECENSIONE
In realtà ero un po’ indecisa se recensire questo libro.
Sebbene si tratti di un must della letteratura italiana sul lupo, rimane comunque un libro di difficile reperibilità, difficile da trovare anche nelle biblioteche. Proporlo quindi come spunto di lettura, se poi non lo si riesce ad avere in qualche modo tra le mani, è un peccato … ma ho concluso che non parlarne affatto fosse un peccato ancora più grande.

Di cosa parla il libro
Lo spiega lo stesso Boitani nel primo capitolo:

“Questo è un libro sul lupo italiano, su come è sopravvissuto e vive tuttora quel piccolo numero di lupi selvatici ancora presenti in Italia.
È un libro sulla italianità del lupo e per questo motivo non racconterà esaurientemente la biologia e il comportamento del carnivoro se non per quegli aspetti che hanno subìto in Italia una modificazione.
Si parlerà, quindi, degli adattamenti del lupo italiano alle condizioni italiane.”

Capiamo quindi fin da subito che in quest’opera non viene presentato un lupo generico, ma uno specifico: quello italiano. È del lupo italiano che ci verranno spiegati aspetto, abitudini e comportamenti e queste caratteristiche, spesso, come vedremo, non sono applicabili ai lupi presenti nel resto del mondo.

Canis lupus italicus

Impostazione del libro
Se vi è già capitato di leggere “Lupi” di Barry Lopez (ve ne parlo qui: https://passionelibrielupi.home.blog/2020/06/04/recensione-lupi/ ), l’impostazione di “Dalla parte del lupo” ve lo ricorderà sicuramente.
Il libro è suddiviso in due parti, nelle quali, come in “Lupi”, il lupo viene presentato sotto due aspetti diversi.
Nella prima parte si parla del lupo “vero”, quello scientifico, quello che Boitani ha visto e studiato.
Nella seconda parte, viene invece trattato il lupo “fantastico”, quello che l’uomo ha inventato, ma che ha finito col prendere per vero.
Inoltre, sempre come in “Lupi”, il punto di collegamento usato per unire questi due aspetti, è il rapporto che si è creato tra uomo e lupo nel corso dei secoli.
Ad ogni modo, possiamo dire che le similitudini finiscono qui, a parte la trattazione di qualche argomento in comune, ma era inevitabile; in fin dei conti, in quegli anni, le conoscenze e il materiale a disposizione su cui basarsi non erano molti.

Contenuti del libro
Vediamo ora più nel dettaglio quali sono gli argomenti che troviamo nelle due parti che compongono il libro.

Nella prima parte, la più sostanziosa, vengono trattati tantissimi argomenti.
Si parla del censimento effettuato per il “Progetto lupo”, delle dinamiche di branco, di che cosa fanno i lupi durante i periodi di inattività e di attività, della loro alimentazione, del procedimento usato nello studio delle fatte di lupo, di come i lupi predano e consumano gli animali domestici, della loro riproduzione e delle principali cause di morte.
Si entra poi nella parte che ci collegherà ai motivi che spinsero l’uomo a sterminare il lupo, introducendo l’argomento descrivendo il rapporto che il lupo ha con gli altri animali selvatici, con i cani domestici e con quelli rinselvatichiti e, infine, con l’uomo, parlando anche dell’ibridazione e della domesticazione del lupo.
Si arriva, quindi, alle cause di minaccia per la conservazione del lupo in Italia, dove vengono proposte anche una serie di soluzione da parte dell’autore.
Il capitolo conclusivo di questa prima parte, è dedicato ai tempi e ai modi in cui si è svolto lo sterminio dei lupi.

La seconda parte del libro, inizia con un’analisi delle ragioni che hanno portato allo sterminio del lupo, passando poi per un excursus storico sulla bibliografia del lupo e concludendo con lupi mannari, licantropia e bambini-lupo.

Nel corso dei vari capitoli, di tanto in tanto, Boitani inserisce qualcuna delle sue osservazioni dirette effettuate sui lupi che studiò durante il periodo del censimento, rendendo così il libro più coinvolgente e interessante, senza farci mancare un episodio piuttosto divertente che si verificò con il branco di lupi del Centro Faunistico di Civitella Alfedena.

Luigi Boitani

Materiale aggiuntivo
Boitani ha anche arricchito il libro inserendovi molto altro materiale interessante.

Nella prima parte, sono riportati gli splendidi disegni presi dallo studio di Rudolph Schenkel, che illustrano espressioni facciali e posture corporee assunte dal lupo nella comunicazione.
Sono poi inserite diverse foto dell’epoca, alcune ritraenti lo stesso Boitani impegnato nelle fasi di ricerca.

Nella seconda parte, troviamo alcune immagini di affreschi, pitture, disegni e litografie dei secoli scorsi.

Infine, a conclusione del libro, vi sono ben 4 appendici, più una bibliografia piuttosto ricca.
Nella prima appendice è riportato il contenuto del manifesto per la conservazione del lupo, redatto nel 1973 e aggiornato nel 1979.
Nella seconda appendice, viene fatto un approfondimento sul Progetto Lupo.
Nella terza appendice, vengono spiegati i metodi impiegati per studiare il lupo.
Nella quarta e ultima appendice, viene fatta una “fotografia” della situazione del lupo nelle varie parti del mondo, aggiornata dallo stesso Boitani al momento della scrittura del libro.

IL MIO CONSIGLIO
Se in qualche modo riuscite a reperirne una copia, leggetelo.
Tutto quello che oggi in Italia esiste ed è stato fatto a protezione del lupo, è dovuto in grossa parte al lavoro di Luigi Boitani. Leggere quindi “direttamente da lui” come è iniziato il tutto, vedere il lupo con i suoi occhi, lasciandosi coinvolgere dal racconto di alcuni episodi che ha vissuto in prima persona, merita sicuramente tanto.
Va però sempre ricordato che si tratta di un libro pubblicato nel 1986.
Alcune delle cose scritte sulla biologia del lupo italiano, nel tempo, sono cambiate. Il lupo di oggi, ad esempio, non è più così dipendente dalle discariche come all’ora. Se all’epoca, molto probabilmente, lo aiutarono a salvarsi dall’estinzione, oggi, data l’enorme quantità di selvaggina a sua disposizione, non gli sono più necessarie.
E se avete già qualche conoscenza di base sul lupo, noterete anche che ci sono alcune inesattezze, come ad esempio quando Boitani scrive che il lupo italiano non può essere considerato una sottospecie a sé stante, o che il lupo nero in Italia non esiste, o che non sempre il lupo presenta il ponte carnoso, ma questo era quello che si credeva giusto in quel periodo.
Non trattandosi, quindi, di un testo aggiornato, va letto senza prendere per buono tutto quello che c’è scritto, ma va vissuto come un viaggio indietro nel tempo, nell’Italia a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, tra quelle che erano le conoscenze sul Canis lupus italicus di allora e scoprire com’è iniziata la storia della sua protezione direttamente da chi c’era.

RINGRAZIAMENTI
Vorrei fare un ringraziamento particolare a Giuseppe, che mi ha dato il permesso di linkare il suo blog nella mia recensione.
Fate i bravi e visitate il blog di Giuseppe!!! https://giuseppebellomo89.wordpress.com/