
Per me, partecipare ad eventi di qualsiasi tipo, è sempre un po’ un mettermi in gioco. Mi piace capire quali sono i miei limiti per poi cercare di superarli.
A volte, può capitare che finiscano sul tavolo alcuni dei miei limiti più ostici, come in questo caso specifico.

Non sono una persona che viaggia spesso, anzi, viaggio davvero molto poco e pertanto, quelle poche volte che mi capita di dormire fuori casa, “pretendo” almeno qualche comfort. In realtà non ho chissà quali richieste, mi basta avere un bagno in camera dotato di water, lavandino e doccia (alla mancanza del bidet posso sopravvivere) e, in caso di condivisione della camera con altre persone, di non avere per compagni dei russatori seriali.
Ecco, questi comfort, generalmente, nei turni di volontariato non sono previsti. Si dorme in camerata (con un numero di russatori variabile), con un bagno, massimo due, per tutti quanti e solitamente il pacchetto vacanze comprende anche la pulizia finale dell’alloggio, bagno compreso, prima di andarsene.
Ecco quindi entrare in gioco un mio limite psicologico, l’igiene, e un mio limite fisico, il riuscire a dormire con qualcuno che russa a nastro.

Foto: Giorgio Bragaglia
Ad ogni modo sono stata fortunata. In camera c’era una sola persona che russava e andavo a letto talmente tanto stanca che dormivo lo stesso come un sasso e di bagni ne avevamo due, che venivano lasciati sempre puliti da chi li usava.
L’ultimo giorno, quando è stato il momento di fare le pulizie, ho pulito uno dei due bagni insieme ad un altro volontario fissato per le pulizie quanto me. Mentre pulivamo, ho pensato che ricordavamo quelli del programma di Real Time, “Maniaci del pulito”. A lavoro finito ci siamo guardati soddisfatti: il bagno era più pulito di come l’avevamo trovato al nostro arrivo.
I turni di volontariato, sono però anche momenti in cui si imparano un sacco di cose nuove e se ne fissano altre che già si sapevano.

Foto: Silvia Nanni
Eh sì, perché, onestamente, è proprio questo il motivo principale per cui vi prendo parte!
Per essere stato un turno breve, le attività svolte sono state tante e variegate. Un “assaggio” di tutto, si potrebbe dire.
Il primo giorno è stato quello più soft, dedicato ad una lezione teorica, improntata per darci le basi necessarie per le attività che saremmo andati a svolgere nei giorni seguenti.
Il secondo giorno è stato invece quello più intenso. Il mattino siamo stati a far visita ad un allevatore che ha dotato la propria struttura di sistemi antilupo; in seguito, abbiamo fatto il nostro primo transetto, dedicato alla ricerca e alla raccolta delle fatte di lupo, con recupero finale di una videotrappola. Nel tardo pomeriggio, abbiamo visionato il contenuto della videotrappola, per poi terminare con una sessione serale di wolf howling.
Foto: Giorgio Bragaglia
L’ultimo giorno, abbiamo infine fatto un secondo transetto, durante il quale, nel tragitto di ritorno, la mia prestanza fisica è stata messa a dura prova per via della salita impervia che ci hanno fatto fare!
Un turno di volontariato, comprende anche un altro aspetto, che è forse il più bello: il legame che si viene a creare con i tuoi compagni.

Foto: Giorgio Bragaglia
Non importa quanti giorni possa durare un turno di volontariato; che siano 2, o 10, si instaura sempre quel sentore di “famiglia”. In fin dei conti, si è un gruppo di sconosciuti che si conosce grazie ad una passione in comune. Per quanto si possa essere diversi, c’è qualcosa di fondamentale che unisce.
Il vivere insieme nello stesso alloggio, il mangiare tutti insieme in un clima di condivisione e convivialità, le uscite tutti insieme durante le quali si collabora e ci si aiuta a vicenda, le esperienze che si vivono insieme, sono tutte cose che vanno a creare un’atmosfera meravigliosa e unica, perché non è una cosa che puoi spiegare a qualcuno che non c’era. È una cosa che appartiene solo a chi era lì.

Foto: Giorgio Bragaglia
Allo stesso tempo porta però anche un po’ di malinconia, perché in fin dei conti lo sai, lo sai mentre sei lì a tavola a ridere e a scherzare insieme a tutti gli altri, lo sai mentre cammini nel bosco divertendoti in mezzo a quel gruppo, lo sai che, molto probabilmente, quelle persone con cui ti stai divertendo così tanto, non le rivedrai mai più e quindi in quei pochi giorni tendi ad attaccartici ancora di più.
Alla fine di un turno di volontariato, forse, è proprio questa la cosa che ti rimane nel cuore più di tutte.

Foto: Giorgio Bragaglia



