
I FIGLI DEL BOSCO
L’avventura di due lupi alla scoperta della libertà
di Giuseppe Festa
INFORMAZIONI GENERALI
Genere: Saggio
Anno di Copyright: 2018
INFORMAZIONI SULL’EDIZIONE DI RIFERIMENTO
ISBN: 978-88-11-60409-9
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: I edizione ottobre 2018
Pagine: 208
GUIDA PER L’ACQUISTO E LA LETTURA
Anno di scrittura del libro: 2017/2018
Periodo di osservazione dei lupi: l’autore fa osservazioni dirette nel periodo 2017/2018
Lupo trattato: Canis lupus italicus (Lupo Appenninico)
Luogo in cui si trovano i lupi trattati: Italia
Stato dei lupi: cattività / libertà
TRAMA
(dalla quarta di copertina del libro)
Ulisse e Achille sono cuccioli di lupo: trovati nel bosco soli e in difficoltà, vengono affidati a Elisa e ai volontari del Centro Monte Adone, una struttura per il recupero e la cura degli animali selvatici sull’Appennino Bolognese. Secondo la prassi i due dovrebbero rimanere in un recinto per il resto dei loro giorni: quando crescono al fianco dell’uomo, infatti, i lupi non apprendono il linguaggio del branco, strumento indispensabile per sopravvivere in natura. Ma Elisa e i suoi compagni non si vogliono arrendere: hanno deciso che restituiranno al bosco i suoi figli, ridando loro la possibilità di una vita senza recinzioni. Ad accompagnare i ragazzi di Monte Adone in questa sfida del coraggio, dell’ostinazione e della passione è Giuseppe Festa: trascorre con loro quindici mesi tra le cime innevate e selvagge dell’Appennino, ne condivide entusiasmi e delusioni, e oggi racconta in queste pagine l’avventura loro e di Ulisse e Achille, fino al sorprendente finale. Avvincente come un romanzo e documentato in ogni particolare, I figli del bosco celebra il fascino della natura, senza rappresentarla come un sogno romantico ma raccontandola in tutta la sua asprezza; sfata miti e pregiudizi, rivelando la fierezza e l’anelito di libertà incarnato dagli animali; e ci conquista evocando il rapporto di amore e paura, attrazione e rispetto che da millenni unisce gli uomini e i lupi.
ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO
Siamo a gennaio 2017 quando l’autore, Giuseppe Festa, viene contattato da Elisa Berti, dirigente, insieme ai genitori, del Centro Monte Adone.
Elisa ha una richiesta per lui: raccontare la storia del branco di lupi di Monte Adone.
Dopo un primo tentennamento iniziale, Giuseppe accetta.
È così che nasce questo libro, dalla volontà di Elisa Berti di mettere nero su bianco le vicissitudini a cui è sottoposto un animale selvatico recuperato e di tutto il grande lavoro che ci gira intorno.
Un modo per far conoscere al grande pubblico un aspetto del mondo selvatico spesso ignorato.
Questa volontà, abbinata alle capacità di romanziere di Giuseppe Festa, danno frutto ad un’accoppiata vincente.
L’autore, già conosciuto per i suoi romanzi “Il passaggio dell’orso”, “La luna è dei lupi” e “Cento passi per volare”, impostando il libro sullo stile di un diario di viaggio, ci racconta il percorso che ha fatto per conoscere a fondo le storie dei lupi di Monte Adone.
Partirà dalla storia del più famoso Navarre, per passare poi ad Ares, Lara e Wolfy, farà un accenno alle lupe Zelda e Agata, ma i veri protagonisti del libro saranno loro: Ulisse e Achille.

Questo viaggio lo porterà a conoscere anche le persone, gli enti e i loro esponenti, che operano per la salvaguardia del lupo in Italia.
LA MIA RECENSIONE
Ho amato questo libro e mi è piaciuto talmente tanto che l’ho anche comprato due volte! Sì, perché la prima copia che ho acquistato ha deciso di mangiarsela uno dei miei cani…
Per dimenticanza, l’ho lasciato in giro per casa, ma è stato prontamente ritrovato da qualcun altro.
Siccome non potevo tollerare che questo libro che mi era tanto piaciuto mancasse nella mia libreria, l’ho ricomprato.

Sebbene ad attirare la mia attenzione e a spingermi ad acquistare il libro, fosse stato il fatto che contenesse la storia di Ulisse e di Achille, alla fine di tutto, non è stata questa la parte che mi ha colpita di più.
Ciò che apprezzato davvero e che mi è rimasto più impresso, è il racconto di tutto il grande lavoro parallelo che c’è durante la fase di recupero di un animale selvatico e della cooperazione tra enti e associazioni che ne scaturisce. Ho trovato davvero interessante che venisse approfondito questo aspetto.
Generalmente si tende a parlare più della vita selvaggia dei lupi, probabilmente perché piace di più al grande pubblico e fa “vendere più facilmente”, sorvolando così sulla grande realtà di tutte le associazioni e gli enti che lavorano su un territorio, di tutti i volontari che dedicano il loro tempo libero agli animali in difficoltà, di tutte quelle persone che arrivano a compromettere la loro vita privata per la salvaguardia di una specie (sì, in questo settore succede spesso!).
L’autore, in questo libro, si allontana anche da quella visione fiabesca e stereotipata che spesso la gente ha in testa del mondo naturale, facendo invece notare quali sono le sue difficoltà e i suoi pericoli e sottolineando come spesso, purtroppo, la causa dei mali sia proprio l’uomo.
Con questo non voglio assolutamente dire che l’autore descrive la natura come un luogo infimo e pericoloso, ma, semplicemente, la racconta così com’è, nella sua meravigliosa realtà.
Non vorrei però trarvi in inganno, facendovi credere che i lupi vengano trattati come figure marginali, anzi! Sono al centro di tutto il libro e, mano a mano che si procede nella lettura, si acquisiscono anche tante informazioni sulla loro etologia ed è davvero meraviglioso come Elisa Berti sfrutti le sue conoscenze riguardo a questo argomento per cercare di “entrare nelle loro teste”, con l’obiettivo di trovare una soluzione ai problemi contro cui, di volta in volta, si trova a scontrarsi.
IL MIO CONSIGLIO
E’ un libro eccellente se vi interessa acquisire qualche nozione di etologia, oppure, se vi interessa conoscere il lavoro che viene svolto nelle fasi di recupero di un animale selvatico e quali sono le figure che se ne occupano. Ve lo consiglio anche se state cercando qualcosa che sia stato scritto di recente, una lettura un po’ più aggiornata, per così dire.
Ve lo sconsiglio invece vivamente se non volete piangere; qui il fazzoletto vi servirà, anzi, forse anche più di uno!
Vi sconsiglio anche di iniziarne la lettura se non avrete poi a disposizione una bella fetta di tempo! È talmente scorrevole il modo in cui scrive Giuseppe Festa che, una volta iniziato, non si riesce più a smettere.
Pertanto, ritagliatevi un bel po’ di tempo, preparate i fazzoletti e buona lettura!