Recensione “La via del Lupo”

LA VIA DEL LUPO
Nella natura selvaggia dall’Appennino alle Alpi
di Marco Albino Ferrari

INFORMAZIONI GENERALI
Genere: Saggio
Anno di Copyright: 2012

INFORMAZIONI SULL’EDIZIONE DI RIFERIMENTO
ISBN: 978-88-420-5600-3
Editore: Laterza
Data di pubblicazione: I edizione settembre 2012
Pagine: 199

GUIDA PER L’ACQUISTO E LA LETTURA
Anno di scrittura del libro: 2012
Periodo di osservazione dei lupi: non si tratta di un’osservazione diretta
Lupo trattato: Canis lupus italicus (Lupo Appenninico)
Luogo in cui si trovano i lupi trattati: Italia
Stato dei lupi: in libertà

TRAMA
(dalla quarta di copertina del libro)
«Camminavo seguendo le misteriose tracce e ascoltando il rumore come di vetri calpestati che il mio passo produceva sulla neve ghiacciata. Se fossero state di lupo, quanti esemplari erano passati lungo quella traccia? Un branco? Una coppia? Un lupo solitario? Sapevo bene soltanto una cosa: che imbattersi nelle tracce dei lupi non era un evento affatto eccezionale sui Monti Sibillini».
Passo dopo passo, Marco Albino Ferrari ha rintracciato la ‘via’ che da circa quarant’anni il lupo è tornato a percorrere, fra luoghi marginali e misteriosi, dopo essere scomparso alla vista dell’uomo.
Una via naturale attraverso foreste, altipiani, praterie d’alta quota, crinali, vallate secondarie e paesi isolati: l’altopiano di Castelluccio di Norcia, le Foreste Casentinesi, l’Appennino parmense, le Alpi Liguri, le Marittime, il Parco del Gran Paradiso, e ancora più in là, sull’arco alpino fino in Trentino.
È lì che gli ultimi branchi sono stati avvistati, dove il Canis lupus italicus si incontrerà con altri esemplari in arrivo dalla Slovenia.
Un incontro inatteso, che forse completerà fino in fondo la via.

ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO
La via del lupo, è un vero e proprio tuffo nella storia del lupo in Italia, che l’autore ripercorre non solo cronologicamente, ma anche fisicamente.
Partendo là, da dove tutto è iniziato, in Abruzzo, si muove di località, in località, percorrendo in parte a piedi lo stesso percorso seguito storicamente dal lupo, durante la sua migrazione dall’Appennino abruzzese, fino alle Alpi, tornando a ripopolare quelle zone da dove si era ormai estinto.
Questo percorso, che viene battezzato dall’autore La via del lupo, non è però un percorso ipotizzato, o immaginato solo da lui, ma è stato delineato anche dai naturalisti, che l’hanno riconosciuto come un vero e proprio “corridoio ecologico” del territorio italiano, in quanto, in grado di unire popolazioni biologiche altrimenti separate da barriere naturali, o artificiali.

Areale della distribuzione del lupo nel 1973 (Boitani e Zimen, 1975) e nel 2012 (Kaczensky, 2013)

L’autore si impegna anche a dare un’immagine più completa possibile del lupo.
In ogni nuovo luogo che raggiunge, raccoglie pensieri e pareri della gente del posto, per capire come il lupo viene vissuto e recepito dagli abitanti dei luoghi in cui è presente, senza tralasciare una delle figure più importanti: quella del pastore.
In questo modo, Ferrari, dà “voce” anche al popolo e non solo agli esperti che, comunque, intervisterà lungo il suo percorso. Incontreremo infatti tutti i personaggi più importanti che hanno fatto la storia del lupo in Italia, come, ad esempio, Luigi Boitani e Giorgio Boscagli.

Seguendo i passi del lupo, l’autore si troverà anche ad attraversare alcuni dei Parchi più belli e importanti della nostra penisola, come i Parchi Nazionali d’Abruzzo, dei Monti Sibillini, delle Foreste Casentinesi e del Gran Paradiso, il Parco dei Cento Laghi e il Parco Naturale delle Alpi Marittime.
Ferrari, coglierà l’occasione per descrivere i luoghi più scenici e particolari dei vari Parchi e accennerà anche alle parti più salienti della storia di ciascuno di essi, facendoci così viaggiare un po’ insieme a lui.

LA MIA RECENSIONE
Comprai questo libro “a scatola chiusa”. Generalmente, quando noto su uno scaffale un libro per me potenzialmente interessante, tendo a dare una letta veloce alla trama, all’indice e a sfogliare velocemente qualche pagina. Questo invece lo comprai così, senza guardare niente, pensando: “vedrò quando lo leggerò”.
Avendo iniziato a leggerlo senza nessun tipo di aspettativa, pagina dopo pagina, gli argomenti che vi ho trovato mi hanno entusiasmata sempre di più.

Come si può già intuire dalla trama, La via del lupo, non è un libro che parla solo di lupi, ma anche di tutto ciò che li circonda. Non è il solito libro di saggistica, dove si trovano elenchi di studi e ricerche inerenti al lupo, o raccolte delle sue caratteristiche fisiche e caratteriali, ma si tratta di una vera e propria full immersion a 360° nel loro mondo.
Certo, vengono raccontate alcune delle storie più famose, come, ad esempio, quella del lupo Ezechiele (più noto come Ligabue), ma il tema centrale è quello riguardante il rapporto uomo-lupo-ambiente.
Nonostante molti lettori abbiano criticato proprio questo aspetto del libro, è invece quello che, personalmente, ho apprezzato di più e che ritengo essere il suo punto di forza, perché lo rende diverso da quello che in genere si è soliti leggere quando si tratta di saggistica.

E’ un libro che mi ha fatto venire voglia di viaggiare. Le descrizioni di Ferrari, quando si sofferma ad ammirare un paesaggio, sono così minuziose che, in certi momenti, mi sembrava di essere lì con lui e di avere visto tutto con i miei stessi occhi.
Mi sono così ritrovata ad avere tanti spunti per futuri itinerari che, presto o tardi, mi piacerebbe percorrere.

C’è stata una parte, in particolare, che mi ha fatto davvero molto piacere trovare, quella del “Progetto Lupo”, così come è stata raccontata dallo stesso Boitani.
Il “Progetto Lupo”, è il progetto che diede il via alla storia italiana del lupo e che vide coinvolti tre personaggi oggi famosi in tutto il mondo, ma che, all’epoca, erano solo agli inizi delle loro carriere, tre giovani ragazzi un po’ hippy e un po’ pazzi: Boitani, Zimen e Mech.
Sono tra i personaggi che più ammiro e mi sono profondamente commossa quando sono arrivata alla parte in cui Boitani e Zimen trasportano in braccio, morto, il loro primo lupo radiocollarato.

Insomma, questo libro mi ha trasmesso tante emozioni, mi ha dato modo di vedere il lupo da diversi punti di vista e mi ha fatto vivere, per qualche istante, alcune delle bellezze della nostra penisola.

Devo però fare anche un doveroso appunto negativo.
Per via di quelli che spero siano stati errori di battitura (speriamo!), i nomi di alcune località sono sbagliati. Per esempio, Bagno di Romagna, è diventato BagnI di Romagna, oppure, Campigna, è diventato CampigLIa.
Comunque, visto quanto mi è piaciuto il libro, gli errori sono perdonati. 🙂

IL MIO CONSIGLIO
Alle soglie del 2012, era arrivato il momento giusto per scrivere e pubblicare un testo che facesse il punto della situazione sul lupo italiano. La via del lupo, è quindi andato a riempire un tassello mancante nello scomparto della letteratura.
Nonostante si tratti di un libro che apprezzo moltissimo e di cui, di tanto in tanto, rileggo volentieri qualche passo, non lo consiglio però a tutti. Se la vostra idea è quella di leggere un libro totalmente incentrato sul lupo, questo non è quello adatto. Se cercate invece qualcosa che spazi anche intorno all’ambiente in cui vive, è perfetto. Ancora di più, ve lo consiglio se l’obiettivo è quello di farvi un excursus storico sul lupo italiano.
Tra le varie recensioni on-line, mi è capitato più volte di leggere che alcuni temi sarebbero dovuti essere maggiormente approfonditi dall’autore, ma siccome gli argomenti trattati sono tanti e diversi, se fossero stati tutti doverosamente approfonditi, ne sarebbe risultato un testo piuttosto lungo e pesante. Perciò, dal mio punto di vista, va bene così e, piuttosto, se ne può approfittare per prendere qualche spunto per eventuali letture future.